Negli Stati Uniti California Giant Berry Farm si è unito alla blockchain di IBM Food Trust per il tracciamento dei suoi prodotti. Stando al notiziario agricolo Packer, l’azienda intende utilizzare la blockchain per condividere i dati di tutti i punti della sua catena di approvvigionamento. IBM Food Trust è entrato anche in territorio italiano, dove le aziende agricole Gruppo Grigi, Molitoria Umbra, Agribosco e I Protti de Frattini si sono unite insieme per un progetto basato su IMB Food Trust, con l’intento di gestire la tracciabilità, la qualità e la sicurezza dei propri prodotti.

Anche oggi si parla di blockchain e IBM. L’ultima volta l’azienda l’abbiamo vista impegnata in un sistema blockchain che permette di tracciare i traffici di droga aumentando così la sicurezza.
Le notizie di oggi invece ci portano in ambito agricolo.

Negli stati Uniti il produttore di bacche, California Giant Berry Farm si è unito alla blockchain di IBM Food Trust per il tracciamento dei suoi prodotti. Stando al notiziario agricolo Packer, l’azienda intende utilizzare la blockchain per condividere i dati di tutti i punti della sua catena di approvvigionamento, attraverso Glasschain IBM Food Trust. Thomas Taggart, senior direttore delle operazione dell’azienda California Giant, l’implementazione della blockchain IBM permetterà di migliorare il trasporto dei prodotti tra l’azienda principale e i suoi partner.

 “Questo ci consente di tracciare il cibo dalla fattoria al negozio e ci aiuta a garantire che sia fresco e sicuro quando i nostri clienti lo acquistano”

L’industria alimentare è sempre più interessata a monitorare i propri prodotti, dato l’aumento di domande che i consumatori fanno riguardo ai prodotti che acquistano. Per questo molte aziende agricole cercano soluzioni nella tecnologia, e trovano la blockchain come risposta.

IBM Food Trust e i produttori italiani

Ebbene questa ricerca di tracciabilità dei propri prodotti come abbiamo detto sembra trovare soluzione nell’utilizzo della blockchain, e non solo in America ma anche in Italia.

IBM Food Trust entra in territorio italiano, dove alcune aziende agricole come Gruppo Grigi, Molitoria Umbra, Agribosco e I Protti de Frattini si sono uniti insieme per un progetto basato su blockchain IMB Food Trust, con l’intento di gestire la tracciabilità, la qualità e la sicurezza dei propri prodotti.

Oggi come oggi l’industria alimentare è sempre più incentrata su una crescita tecnologica che gli permetta di rispondere alla crescente domanda di qualità e affidabilità che i consumatori richiedono, questo in particolare per le imprese del food Made in Italy. Aziende che sono divenute sinonimo di eccellenza, avranno così la possibilità mantenere valorizzati i loro prodotti, esponendo anche quelli che sono i processi di produzione, che danno un valore aggiunto e permettendo loro di essere più competitive.

Per questa ragione le quattro aziende agricole si sono congiunte per creare il progetto Umbria Food Cluster basato sulla blockchain IBM Food Trust. Il progetto è capeggiato dal Gruppo Grigi, un’azienda storica promotrice della filiera agroalimentare Food Italiae,  che già da tempo stava progettando di utilizzare la piattaforma blockchain di IBM per i suoi prodotti.

IBM Food Trust è entrato in territorio italiano, dove alcune delle aziende agricole si sono unite insieme per un progetto blockchain.

Darley parla dell’importanza del progetto

In occasione del lancio di Umbria Food Cluster, Andrew Darle, IBM Blockchain Leader Europe ha sottolineato diversi punti che definiscono l’importanza del progetto.

“ci trovavamo in un’era di estrema sofisticatezza e attenzione per quanto riguarda i comportamenti dei consumatori. Comportamenti, abitudini, scelte che hanno iniziato a cambiare a fronte di alcune domande alle quali l’industria deve essere nella condizione di dare una risposta. I consumatori si interrogano sulla qualità del cibo che arriva sulla loro tavola, la provenienza è diventata un must“.

Il consumatore si sta facendo più esigente e non è più sufficiente garantire solo la qualità del prodotto e sugli standard di food safety adottati, il consumatore fa molte più domande:

  • Cosa sto mettendo nel mio piatto? 
  • E’ un cibo sicuro, è stato realizzato con ingredienti controllati e con processi di lavorazione affidabili?
  • il cibo è organico? 
  • il prodotto rispetta dell’ambiente, ma anche i lavoratori coinvolti?
  • supporta il business locale?
  • contribuisce alla crescita di valori che considera fondamentali?

Stando all’opinione di Darley, tutte queste informazioni permetterebbero di garantire l’identità di ciascun prodotto a 360°, ciò garantirebbe al produttore di rispondere a ogni domanda del consumatore. Ricordando inoltre che i gruppi che sono riusciti a portare a termine questo obiettivo hanno guadagnato la fiducia di molti consumatori. E questo è anche l’obiettivo della IBM Food Trust e della Umbria Food Cluster.

Un’altro punto fondamentale, soprattutto dal punto di vista del Made in Italy riguarda la supply chains.

“I benefici che derivano dalla fiducia e dalla trasparenza delle informazioni legate al lavoro delle filiere possono portare vantaggi importantissimi su tutti gli attori che compongono le supply chain”.

Questo riguarda soprattutto quelle eccellenze che prima non avevano la possibilità di farsi conoscere e valorizzare i loro prodotti.

Il progetto

IBM Food Trust, è nata con solo scopo di permettere alle imprese e alle filiere di arrivare di poter garantire la massima trasparenza e fiducia nei consumatori.

L’utilizzo della blockchain nell’agroalimentare permette di avere a disposizione una fonte di dati  che possono essere sempre aggiornati rendendo più efficienti le supply chain.

Queste informazioni permettono di aumentare qualità e affidabilità dei prodotti, di ridurre errori e sprechi , con ulteriori benefici. Inoltre permette di avere un alto livello di sicurezza, che impedisce frodi alimentari e protegge i prodotti di qualità.

Luca Biondi, Marketing Consultant del Gruppo Grigi, parla di questo percorso blockchain già da loro iniziato sulla linea di pasta Aliveris, e ora portato avanti con le altre tre aziende, per valorizzare la produzione dei prodotti dell’Umbria. Prodotti che attraverso la blockchain vorrebbero varcare il confine del mercato italiano. Per farlo bisogna creare un mercato digitale con marchio UFC, per aiutare il fornitore a distribuire prodotti marchiati Made in Umbria.

Il progetto Umbria Food Cluster si appoggia su IBM Cloud che collabora con Sas Informatica, Business Partner IBM di Perugia e l’Agenzia di Comunicazione Iktome. Biondi sottolinea come il sistema garantisca ai prodotti e al territorio di essere entrambi valorizzati.

Quindi il progetto di Umbria Food Cluster garantirebbe non solo di conoscere le eccellenze umbre ma anche il territorio. La blockchain potrebbe essere veramente la chiave di svolta per l’economia alimentare italiana e non solo.

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