Diverse volte abbiamo parlato delle conseguenze che questo halving avrebbe portato, come ad esempio il dimezzamento dello stipendio degli stessi miners. Tra tutti i minatori del mondo quelli che maggiormente rischiavano il tracollo erano i cinesi, essendo numericamente superiori agli altri. Oggi, possiamo dire che proprio i minatori pare abbiano fiducia nei prezzi superiori ai $9.000 sostenuti da Bitcoin.

Sono ormai passati nove giorni dall’halving di Bitcoin.  Tutti attendevano con ansia quel fatidico momento per vedere se la criptovaluta avesse superato quota $10.000.  Per breve tempo, appena dopo l’evento dimezzante, BTC ha raggiunto le 5 cifre per poi calare ed attestarsi ora (sono le 8.21) alla cifra di $9.759,23.

Diverse volte abbiamo parlato delle conseguenze che questo halving avrebbe portato, come ad esempio il dimezzamento dello stipendio degli stessi miners. Tra tutti i minatori del mondo quelli che maggiormente rischiavano il tracollo erano i cinesi, essendo numericamente superiori agli altri. 

Proprio per evitare la peggiore delle situazioni, secondo Kevin Zhang, direttore delle strategie blockchain di Greenidge Generation, una centrale elettrica a gas naturale con sede a New York che estrae bitcoin, i minatori con l’avvicinarsi del dimezzamento hanno effettuato una corsa all’estrazione mineraria, utilizzando anche macchine di vecchia data per cercare di ottenere più ricompense possibili in quel breve lasso di tempo.

E dopo l’halving?

Il calo della competizione mineraria è stato ottimale per coloro che stavano ancora lavorando all’estrazione per mezzo di attrezzature più efficienti ed elettricità più economica. Essi possono guadagnare una quota maggiore rispetto ai passati 900 BTC coniati ogni giorno. Inoltre, a contribuire alla riduzione del costo dell’elettricità vi sono le piogge in Cina:

“Mentre prevediamo che la maggior parte di questi minatori si spegnerà dopo la metà, è probabile che alcuni di essi dispongano di elettricità a basso costo per sopravvivere nel prossimo futuro”, ha affermato la società nel rapporto.

E’ stato proprio con l’avvicinarsi della stagione delle piogge estive in Cina che le miniere nelle province del sud-ovest del Paese hanno cercato di attirare clienti con tariffe elettriche a partire da $0,03 al chilowattora.

Oggi, possiamo dire che proprio i minatori pare abbiano fiducia nei prezzi superiori ai $9.000 sostenuti da Bitcoin.

Fattori e condizioni favorevoli per la ripresa

Oggi, possiamo dire che proprio i minatori pare abbiano fiducia nei prezzi superiori ai $9.000 sostenuti da Bitcoin. Essi hanno visto crescere anche le loro spese di transazione totali. Questo perché le commissioni totali giornaliere per le transazioni di rete sono passate da circa 30 BTC alla fine di aprile a oltre 160 BTC e ora rappresentano circa il 17% delle entrate giornaliere dei minatori. 

Anche gli Antminer S9 di Bitmain, storiche e popolari macchine da miniera, hanno ottenuto questa settimana un’impennata considerevole. Questi dispositivi, infatti, rappresentano ora il 32% della potenza di hash totale di Bitcoin. Come già abbiamo detto, nonostante il dimezzamento abbia ridotto i premi dei minatori e causato l’abbandono della rete da parte di alcuni di loro, l’aumento recente dei prezzi di BTC sta attirando nuovamente i proprietari di S9 verso il mining. 

La diffusa disponibilità di minatori S9 sul mercato dell’usato unita ai bassi prezzi dell’elettricità ed alla volatilità attorno all’hashrate di Bitcoin sono i fattori che hanno contribuito alla ripresa del dispositivo

Ora che l’hashrate di rete si è stabilito, i dispositivi più vecchi possono ritornare al mining in sicurezza. Le commissioni di transazione stanno aumentando in proporzione alle entrate complessive per compensare i premi di blocco inferiori. Una percentuale più elevata delle commissioni di transazione relative ai premi di blocco è un indicatore dell’integrità della rete. Poiché i futuri dimezzamenti ridurranno il reddito dei minatori da ricompense in blocco, è chiaro che la sicurezza della rete Bitcoin dipenderà sempre di più dalle commissioni di transazione che, in questo momento, rappresentano il 17% delle entrate minerarie, rispetto al 4% prima della metà.

Pare quindi che il temuto evento dimezzante abbia fatto pochi danni. I minatori cinesi non sono poi sull’orlo del baratro e gli investitori probabilmente avranno maggior coraggio per buttarsi su Bitcoin. L’importante è sempre farlo con coscienza e consapevolezza, perché senza informarsi e studiare si rischia comunque di perdere!


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