Il gruppo hacker chiede $ 42 milioni in criptovaluta, altrimenti esporrà pubblicamente i segreti del Presidente Trump.

Come abbiamo visto qualche giorno fa, i ransomware stanno mostrando una “tendenza crescente” nel mondo dei crimini informatici. Negli ultimi tempi, gruppi criminali stanno puntando sempre di più alle star mondiali e questa volta è toccato al Presidente USA. Infatti, la banda di ransomware responsabile di aver hackerato quasi 1 TB di segreti legali da celebrità e animatori la scorsa settimana sta prendendo di mira Donald Trump.

Il procuratore Allen Grubman, il più famoso avvocato del mondo dello spettacolo, la cui azienda rappresenta star come Lady Gaga, Madonna, Mariah Carey, U2, Bruce Springsteen, Priyanka Chopra e Bette Midler, è stata violata dagli hacker che hanno attaccato il suo studio legale di New York per $ 21 milioni fino ad oggi. 

La banda di ransomware, non contenta, adesso punta più in alto. Il gruppo hacker adesso chiede $ 42 milioni in criptovaluta, altrimenti esporrà pubblicamente i “panni sporchi” del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Il gruppo hacker chiede $ 42 milioni in criptovaluta, altrimenti esporrà pubblicamente i segreti del Presidente Trump.

Hacker raddoppiano il riscatto di Trump

Il gruppo hacker REvil, noto anche come Sodinokibi, ha pubblicato un nuovo messaggio il 14 maggio, in cui si diceva che stavano raddoppiando il loro riscatto originale, usando i segreti di Trump come ostaggi: 

“La prossima persona che pubblicheremo sarà Donald Trump. Ci sono elezioni in corso e abbiamo trovato una tonnellata di panni sporchi in tempo”.

Rivolgendosi direttamente a Trump, REvil gli ha comunicato:

“Signor Trump, se vuoi rimanere presidente, colpisci con forza i ragazzi, altrimenti potresti dimenticare questa ambizione per sempre. E per voi elettori, possiamo farvi sapere che dopo tale pubblicazione, di certo non volete vederlo come presidente… La scadenza è una settimana”.

Gli hacker hanno minacciato Trump di rilasciare i dati rubati in nove versioni graduali a meno che l’impresa di Grubman non soddisfi le loro richieste di riscatto. La banda di ransomware preferisce essere pagata a Monero, ma accetta anche Bitcoin a un costo superiore.

Non è chiaro quale sia il legame tra Trump e l’azienda di Grubman, poiché non si ritiene che il Presidente sia mai stato un cliente dell’avvocato.

Tuttavia, stando alle ultime indiscrezioni, sembra che il procuratore non voglia sottomettersi e quindi si sia rifiutato di negoziare con gli hacker, nonostante le loro minacce. Ancora nessuna risposta da parte di Trump.

Staremo a vedere come finirà!

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