Oggi, la Court of Appeals si è pronunciata contro il cambio di valuta digitale Quoine in un caso emblematico relativo ad una violazione del contratto che ha visto la piattaforma invertire illegalmente sette operazioni. La sentenza conclude una battaglia legale iniziata quasi tre anni fa. Quoine, la società madre della piattaforma di trading giapponese Liquid, ora si trova ad affrontare una procedura di transazione dopo che il tribunale ha respinto il suo ricorso per il reclamo caratterizzato dal diritto di annullare gli ordini effettuati dal market maker B2C2 sulla sua piattaforma in base alla premessa che tali transazioni fossero un errore.

Lo scorso 17 febbraio l’autorità monetaria di Singapore apriva le sue porte alla crittografia.

Oggi, la Court of Appeals si è pronunciata contro il cambio di valuta digitale Quoine in un caso emblematico relativo ad una violazione del contratto che ha visto la piattaforma invertire illegalmente sette operazioni.

La sentenza conclude una battaglia legale iniziata quasi tre anni fa.

Quoine, la società madre della piattaforma di trading giapponese Liquid, ora si trova ad affrontare una procedura di transazione dopo che il tribunale ha respinto il suo ricorso per il reclamo caratterizzato dal diritto di annullare gli ordini effettuati dal market maker B2C2 sulla sua piattaforma in base alla premessa che tali transazioni fossero un errore.

Quoine aveva sostenuto che le parti che interagivano con il software di trading di B2C2 agivano con la falsa pretesa che le negoziazioni fossero al giusto valore di mercato e che B2C2 sapesse che queste avevano un prezzo errato.

Oggi, la Court of Appeals si è pronunciata contro il cambio di valuta digitale Quoine in un caso emblematico relativo ad una violazione del contratto che ha visto la piattaforma invertire illegalmente sette operazioni.

La ricostruzione dei fatti…

Nell’aprile 2017,secondo documenti giudiziari, B2C2 aveva collocato sette operazioni in cui vendeva etere ad un tasso di cambio di 10 bitcoin ciascuna, circa 250 volte superiore al tasso di mercato di circa 0,04 BTC a 1 ETH all’epoca.

Il ragionamento della corte d’appello si è concentrato sulla questione di come applicare la dottrina legale dell’errore quando i contratti venivano redatti ed eseguiti da sistemi informatici con un coinvolgimento umano limitato.

Un giorno dopo le negoziazioni, dove 309 ETH furono scambiate con 3.092 BTC ($12 milioni all’epoca), Quoine notò l’anomalia e ripristinò i saldi di B2C2 allo stato che precedeva le sette operazioni. Tutto ciò portò alla causa!

A marzo 2019, la Corte Commerciale Internazionale di Singapore ha decretato  che Quoine fosse “responsabile della violazione del contratto e della fiducia nell’inversione delle operazioni di B2C2”.

Successivamente, lo scambio ha presentato ricorso. Tuttavia, quattro dei cinque giudici che presiedevano alla giuria hanno respinto l’argomento di Quoine, affermando che era lo stato di conoscenza del programmatore ad essere rilevante nel contesto degli accordi digitali tra un sistema informatico ed un partecipante sulla piattaforma.

Il tribunale ha affermato, inoltre, che non vi è stato alcun errore nei termini del contratto commerciale, nonostante ci fosse un difetto: il software di trading B2C2 non era a conoscenza dell’esecuzione degli ordini.

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