In quel fatidico giovedì nero, datato 12 marzo 2020, il crollo drastico di Bitcoin si era fatto sentire eccome. Bitcoin, infatti, oltre a quel minimo giornaliero che si aggirava circa intorno ai $3.000 non è mai sceso, anzi, ha iniziato un recupero a dir poco considerevole, arrivando a toccare oggi una quota che supera i $9.500. L'afflusso simultaneo di domanda al dettaglio e istituzionale fa ben sperare per la criptovaluta di punta.

In quel fatidico giovedì nero, datato 12 marzo 2020, il crollo drastico di Bitcoin si era fatto sentire eccome.  Molti sicuramente non avranno fatto un minimo accenno per cercare di investire. Furono soprattutto questi, infatti, che da quel giorno iniziarono a fantasticare in modo alquanto negativo su quello che sarebbe stato il futuro imminente di Bitcoin: una vera catastrofe!

Riportiamo una citazione diretta proferita da Peter Brandt, commerciante di materie prime di lunga data ed investitore di Bitcoin, lo stesso noto “black day” dello schianto:

“Se interpreto il grafico senza distorsioni, direi sotto $1,000”.

Questa non era altro che la sua previsione. I dati, però, hanno smentito immediatamente questo suo pensiero. Bitcoin, infatti, oltre a quel minimo giornaliero che si aggirava circa intorno ai $3.000 non è mai sceso, anzi, ha iniziato un recupero a dir poco considerevole, arrivando a toccare oggi una quota che supera i $9.500. 

Dopo il crollo, sia gli investitori al dettaglio che quelli istituzionali hanno iniziato ad accumulare BTC molto rapidamente. Abbiamo assistito così ad un grande afflusso di acquirenti di Bitcoin. Per questo si può ipotizzare che siano stati proprio gli accumulatori, e non i trader, a guidare la maggior parte della ripresa della crypto partendo dal suo crollo di marzo.

Infatti, secondo Rafael Schultze-Kraft, co-fondatore e CTO della società di analisi crittografica Glassnode, il numero di indirizzi Bitcoin che detengono almeno 0,1 BTC pare sia aumentato del 14% negli ultimi 12 mesi e di oltre 200.000 indirizzi dall’inizio dell’anno. Tradotto numericamente, il 14% corrisponderebbe a più di 3 milioni di indirizzi Bitcoin.

Il rapido aumento di questa curva rappresenta il maggior interesse al dettaglio di BTC, ciò si è riflettuto anche nel mercato dei futures di Bitcoin. Anche le istituzioni si stanno affrettando ad acquistare la crypto così come quelli di Main Street. Si tratta di una “fase di presa di terra” nel mercato BTC, che ha visto molti giocatori istituzionali tentare di immergersi nell’acqua criptata il più velocemente possibile.

A seguito del fatidico giovedì nero, oggi l'afflusso simultaneo di domanda al dettaglio e istituzionale fa ben sperare per Bitcoin.

Domanda e offerta definiscono il futuro di Bitcoin

L’afflusso simultaneo di domanda al dettaglio e istituzionale fa ben sperare per la criptovaluta di punta

Dopotutto Bitcoin, come quasi tutti gli altri mercati, è basato sulla domanda e sull’offerta: il forte aumento della domanda di BTC che abbiamo sperimentato, insieme ad una diminuzione dell’offerta a causa del dimezzamento, dovrebbe dare a Bitcoin un prezzo di equilibrio più elevato.

Rispetto a quello che si ipotizzava, dunque, la criptovaluta nata con l’idea di essere intesa quale moneta di massa, pare abbia lasciato tutti a bocca aperta. Anche i miner cinesi sono abbastanza positivi riguardo il futuro di BTC, nonostante il dimezzamento dei loro stipendi come diretta conseguenza dell’halving avvenuto ormai da più di una settimana. 

Quindi questo, anche per chi volesse investire i propri risparmi (e non solo) in Bitcoin, forse potrebbe essere il momento adatto

Va tenuto però sempre in considerazione che, prima di fare un passo del genere è opportuno e consigliato informarsi e studiare, per evitare di ricordare quel giorno come il proprio personale giovedi nero!


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