Per inclusione finanziaria si intende il complesso di attività sviluppate per favorire l'accesso ai servizi bancari di soggetti e organizzazioni non ancora del tutto integrati nel sistema finanziario ordinario. In Africa, invece, per favorire questa inclusione si stanno adoperando, o meglio ci stanno provando, Bitcoin e blockchain.

Bitcoin e blockchain “salveranno” l’Africa?!

Diverse volte, al tg, nei giornali piuttosto che in qualunque programma televisivo, sentirete parlare di inclusione finanziaria.

Ma cosa significa esattamente questa espressione?

Per inclusione finanziaria si intende il complesso di attività sviluppate per favorire l’accesso ai servizi bancari di soggetti e organizzazioni non ancora del tutto integrati nel sistema finanziario ordinario (tradizionale). 

Il sistema finanziario in generale, e le banche in particolare, giocano un ruolo importante nel processo di integrazione economica e sociale ed anche nella valorizzazione delle risorse economiche ed imprenditoriali dei migranti. Parlando della realtà del nostro Paese, in questo ambito, il ruolo dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana) è appunto quello di fornire alle banche indicazioni di scenario, per fare in modo di favorire lo sviluppo di un’offerta bancaria che contemperi le esigenze di concorrenzialità ed efficienza con dinamiche evolutive che richiedono alle banche un approccio integrativo e responsabile al loro tipico business.

In Africa, invece, per favorire questa inclusione si stanno adoperando, o meglio ci stanno provando, Bitcoin e blockchain.

A raccontare tutto questo iter del continente nero, ci ha pensato un film documentario intitolato “Banking on Africa: The Bitcoin Revolution” che uscirà proprio domani su Amazon Prime! Il film descrive l’intera estensione dell’adozione delle criptovalute in Africa e in che modo le valute digitali, in particolare Bitcoin, stanno plasmando vite nella regione. Queste sono usate per superare sfide come la scarsa infrastruttura, la cattiva gestione delle risorse e le elevate commissioni di rimessa. 

Fino al 41% degli africani sub-sahariani vive con meno di $1,9 al giorno. Questa cifra è al di sotto dell’estrema soglia di povertà. Fino al 66% della popolazione a sud del deserto del Sahara non ha un conto bancario. Inoltre, va detto che, poco più di 700 milioni di persone in tutto il mondo vivono in estrema povertà.

Le criptovalute e la blockchain, quindi, potrebbero essere la soluzione.  Esse possono aggirare l’intermediario attraverso il decentramento e la distribuzione. Rispetto alle istituzioni centralizzate, si sa, le piattaforme crittografiche sono più economiche e relativamente veloci quando si parla di effettuare transazioni. Nonostante queste transazioni Bitcoin siano aumentate negli ultimi tempi, arrivando a toccare i $6,4 il 19 maggio, una modifica della rete potrebbe farle scendere nell’intervallo che va da $0,5 a $1.

In Africa per favorire questa inclusione si stanno adoperando, o meglio ci stanno provando, Bitcoin e blockchain.

Alti volumi di trading in Africa sub-sahariana

Le reti digitali attuali rappresentano un sollievo per le persone e le istituzioni del continente africano che devono sopportare commissioni di transazione elevate pur rimanendo scarsamente servite dalle banche.  

Fatto sta che la mancanza di infrastrutture di base (oppure la loro inadeguatezza) sta rallentando la penetrazione delle criptovalute e costringendo i progetti blockchain a riconsiderare i loro piani. Ad esempio, la bassa penetrazione di elettricità nella zona potrebbe rivelarsi un ostacolo.

Nonostante questi impedimenti, recenti statistiche tratte da Paxful e LocalBitcoins, due dei principali scambi di Bitcoin peer-to-peer al mondo, resi pubblici da Tulips utili all’inizio di maggio 2020, hanno mostrato che i volumi di trading di Bitcoin dall’Africa sub-sahariana hanno superato $13 milioni. Questa cifra corrisponde ad un nuovo massimo.

In conclusione possiamo dire che, tuttavia, basandosi su quello che offre questo continente e giudicando il successo di diverse piattaforme blockchain come Akoin e Sun Exchanges, gli africani hanno un disperato bisogno di un’opzione davvero efficace per superare gli attuali ostacoli, affinchè anche loro possano vivere una vita dignitosa senza troppe barriere.

Saranno davvero blockchain e Bitcoin i loro salvatori?


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