Balsamo Napoli

Molti erano scettici quando è iniziata la storia della Blockchain di Napoli. Eppure, questa città, ancora erroneamente considerata come il Sud che non vuole innovarsi, ha dimostrato il contrario.
La terza città d’Italia per numero di abitanti, in eterna lotta con Roma capitale politica, Milano capitale economica e Torino capitale calcistica, si distingue come città all’avanguardia dove termini come bitcoin o criptovalute sono utilizzati e conosciuti da una buona parte della popolazione.

Il nostro inviato speciale Felice Balsamo ci racconta la risposta positiva ricevuta dai napoletani, rispetto alle difficoltà preventivate, quando si è deciso di agevolare la diffusione tra le attività commerciali di sistemi di pagamento in criptovalute nel 2018. Infatti Napoli è una città che ha sempre saputo innovarsi: primo tratto ferroviario d’Italia (a quei tempi era ancora divisa in Regno d’Italia e Regno delle due Sicilie), prima città europea ad avere una illuminazione pubblica a gas, primo telegrafo con cavo sottomarino, prima ad integrare  la nuova Carta d’identità elettronica 3.0 e tanto altro ancora.
Fino ad oggi, la città partenopea ha saputo accettare e vincere le imprese più complesse e innovative, per questo può rappresentare il volano di nuove economie e innovazioni tecnologiche apparentemente impossibili.

Napoli: da sempre città innovativa e all'avanguardia

A Napoli il caffè si paga in bitcoin con la cassa automatica

Ritornando al progetto Napoli Blockchain del 2018, l’implementazione dei sistemi di pagamento in criptovalute è già ufficialmente operativa in quattro attività commerciali. Il pioniere assoluto in questa iniziativa è stata l’Antica Pasticceria Carraturo, pasticceria storica della città di Napoli situata nei pressi della stazione centrale. A seguire la Cartolibreria LIETO, una delle più grandi cartolibrerie di Napoli situata in una zona caratterizzata dalla forte presenza di studenti universitari. Non poteva di certo mancare uno dei simboli della città, una pizzeria, Pizzeria Fiore Bianco, situata al Corso Novara, in zona stazione, un’impresa di giovani ragazzi.
In queste realtà sono state installate sistemi di pagamento basati su app o webapp pronti all’uso: il negoziante inserisce l’importo in euro che viene visualizzato in criptovaluta, il clienti inquadra il QRcode e la transizione avviene in pochi secondi.
Non ci siamo dimenticati che le attività commerciali che hanno accettato l’innovazione sono quattro, infatti, la vera novità è arrivata solo la settimana scorsa, in un bar in piena Piazza Carlo III, famosa per la presenza di uno degli edifici più grandi d’europa, il Real Albergo dei Poveri, uno dei set cinematografici utilizzati per la serie televisiva l’Amica Geniale 2.

A Napoli il caffè si paga in bitcoin con la cassa automatica

Il Bar My Way ha installato una cassa automatica tramite il quale il cassiere digita l’importo da pagare, l’acquirente lo visualizza sul monitor, lo accetta e seleziona il metodo di pagamento a cui, ora, è stata aggiunta anche la possibilità di pagare in bitcoin. Mediante quest’ultima novità in ambito fiscale nelle attività commerciali, il cassiere non “tocca” più soldi in quanto l’eventuale resto viene elaborato automaticamente dalla cassa.
L’innovazione è stata resa possibile dal lavoro congiunto tra un’azienda partenopea che produce casse fiscali automatiche e il gruppo dei volontari Napoli Blockchain.
Napoli può vantare un nuovo primato: l’aver introdotto un sistema di pagamento innovativo come bitcoin all’interno delle casse automatiche, una soluzione totalmente made in Naples, che presto sarà resa ancora più veloce.

Nel prossimo appuntamento Balsamo ci parlerà delle complessità tecniche che si celano dietro a questa innovazione, tranquilli, nulla che riguardi righe di codice o dispositivi tecnologici, ma una riflessione sui limiti ancora presenti dal punto di vista fisico e logistico.

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